• Partecipa a ZTC3: Ecoismi

    MASTERCLASS di PUBLIC ART con GRAZIA VARISCO E YLBERT DURISHTI
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    MASTERCLASS di DANZA CONTEMPORANEA con FRANCA FERRARI
  • ZTC2: Medio Corso

    Wu Ming 2 e i suoi allievi narrano le storie del fiume
  • ZTC2: Il Corso delle Cose

    La mostra d’arte contemporanea dei giovani curatori e artisti di Marco Scotini
  • ZTC2: Medio Corso

    Volti e sguardi sul fiume negli scatti di Davide Monteleone e dei suoi allievi
  • ZTC1: Cog in the Machine

    Create utilizzando suoni industriali e naturali, le produzioni musicali di Morgan e dei suoi allievi
  • ZTC1: Corpi al lavoro

    Un viaggio nel tempo a Crespi d’Adda in una pièce originale degli allievi di Luca Stano e Massimo Negri
  • ZTC1: Spazi Ritratti

    L'archeologia industriale dell’Adda negli scatti di Luca Campigotto e dei suoi allievi
  • Zone a Traffico Culturale

    La forza propulsiva dell'arte: un format per valorizzare il patrimonio culturale
  • Zone a Traffico Culturale

    Dietro le quinte delle masterclass

Masterclass

Ecoismi

ECOISMI

Masterclass di ARTE PUBBLICA Da dicembre 2018 a maggio 2019 Ecoismi è un’esperienza di Arte contemporanea che vuole connettersi, attraverso…

ANTROPOGRAFIA DEL FIUME

Masterclass di FOTOGRAFIA 6-11 novembre 2017 L’Adda è un panorama di occhi spalancati. Sulla riva centrali, industrie ottocentesche, persino i castelli non colonizzano…

SCRITTURA FLUVIALE

Masterclass di SCRITTURA NARRATIVA 27-30 ottobre, 10-12 novembre, 17-19 novembre 2017 A chi scrive, tutto sembra scrittura: il fiume stesso non…

RILEGGERE IL PAESAGGIO

Masterclass di CURATELA ottobre – dicembre 2017 “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quelle che andò e la prima…

CORPI AL LAVORO

Masterclass di ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE e TEATRO 10-18 giugno 2017 Quando un lavoratore firmava il contratto con il Signor Crespi, gli…

COG IN THE MACHINE

Masterclass di MUSICA e SOUND DESIGN 10-18 giugno 2017 Partiamo dal fatto che il mondo digitale proceda da un occultamento:…

Progetto

La poetica di ZTC

Le Zone a Traffico Culturale – ZTC – sono cantieri che, occupando siti o monumenti del patrimonio culturale, attivano dinamiche locali e stimolano la produzione culturale condivisa e collaborativa coinvolgendo gruppi di cittadini nella realizzazione di eventi/opere proposti alla comunità e al territorio.

Le ZTC rappresentano l’innesco di un processo che può portare alla costruzione di Fabbriche Culturali di Prossimità, promuovendo il protagonismo della comunità locale. Sono luoghi di valore culturale che hanno subito una perdita di senso, generalmente legata alla trasformazione della funzione per cui erano nati: sono tipicamente i siti del patrimonio industriale, ma sono anche beni culturali minori come ville, castelli, luoghi di fede, di pregio culturale e artistico ma esclusi dalle principali rotte turistiche o dai grandi eventi culturali – generalmente concentrati in aree urbane o metropolitane.

Lo scopo di una ZTC è quello di creare un nucleo di artigiani locali della cultura che si impegnino nella creazione e organizzazione di un evento culturale specificamente ideato per restituire senso al luogo che lo ospita, riscoprendone, leonardianamente, il genius loci; una cultural factory, una piccola comunità artistica che si impegni nella realizzazione di un prodotto culturale condiviso e creato con un percorso partecipativo.

 

Le culture dell’Adda intrattengono un millenario colloquio col fiume. Una decisiva ragnatela d’acqua sostiene l’economia di questa valle, se potente è colui che possiede non latifondi ma concessioni idriche. Sulla riva, l’Adda convoca antiche cartiere, mulini, falegnamerie, tessiture che da fine Ottocento le centrali idroelettriche accelerano in attività industriali: gli impianti Edison di Cornate d’Adda, quello Enel di Trezzo sull’Adda, il villaggio operaio di Crespi d’Adda, la cartiera ex-Binda e la Velluti Visconti di Modrone di Vaprio d’Adda, il Linificio Canapificio Nazionale di Fara d’Adda e Cassano d’Adda. Le località rivierasche, dove l’economia si sgranchisce da agricola a industriale, portano nel nome il proprio segreto d’acqua: mettono al lavoro la dea Adda; mutano in dispositivo idraulico il fiume, che i Celti veneravano in figura di capricciosa divinità. Questa conversione dal sacro all’operoso scandisce un dramma storico in tre atti.

Sacri-ficio
L’Adda è una liquida ninfa, davanti a cui inginocchiarsi tremanti. Le sue acque irruenti appartengono agli dèi e non all’uomo, cui è proibito manometterle. Al cielo, egli tributa in libagione la grata parte di qualsiasi bene estragga dalla natura.

Opi-ficio
I mortali addomesticano il fiume, che diventa risorsa laica: l’acqua non è più abitata dagli dèi ma si offre al più efficiente sfruttamento. L’uomo modifica l’Adda a immagine e somiglianza delle proprie esigenze irrigue, di navigazione e industriali.

Arti-ficio
Dall’Adda mistica e intoccabile (sacrificio) a quella offesa e saccheggiata (opificio), l’arte può dare sintesi a queste opposte esperienze, mettendole in equilibrio? È possibile ricollocare artisticamente l’ansia produttiva dell’industria nell’antico rispetto per un fiume sacro?

 

Numeri

0 Masterclass
0 Docenti
0 Giovani artisti
0 Siti del patrimonio

Valori

Patrimonio culturale
Patrimonio culturale
85%
Giovani artisti
Giovani artisti
95%
Co-creazione
Co-creazione
85%
Percorsi formativi
Percorsi formativi
90%
Capacità locali
Capacità locali
80%
Produzioni artistiche
Produzioni artistiche
95%

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